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Fredda Folgore - lo scudiero dalle buone intenzioni
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ShinjiOP
Newbie
Iscritto il: 19/12/2025, 19:53 Messaggi: 7
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Sballottato a destra e a sinistra, fu una delle buche del sentiero a destarlo dal suo torpore. Un fischio sempre meno insistente nelle orecchie, dolore alla testa e al resto del corpo. Ci volle qualche minuto prima di riprendere coscienza della sua situazione e della sua condizione.
Il rumore delle ruote del carro che sdrucciolavano sul terreno umido era l'unico suono udibile, così come il tossire di qualche disgraziato che come lui era portato alla forca.
Il sacco che aveva ben calcato in testa non gli permetteva di vedere dove si trovava e tentò con tutto se stesso di mantenere la calma e regolarizzare il respiro, prima di peggiorare ulteriormente la situazione.
Una mente forte è sinonimo di resilienza, ripeteva Sir Devon. Facile a dirsi, fino a che non sei in un carro, ammanettato e incappucciato diretto al cappio.
La mente del giovane prigioniero ripercorse tutta la sua vita: Raziel era il suo nome, figlio di Katrin, virtuosa guerriera al servizio del villaggio come guardia cittadina a pochi chilometri da Trinsic, e di Karl, chierico del villaggio dal cuore d'oro. Raziel era un ragazzo che aveva preso il temperamento della madre e i valori insegnati dal padre, dimostrando fin dalla giovane età una propensione alla carriera monastica. Ma con il passare degli anni, iniziò ad allenarsi con la madre nell'arte della spada, intuendo che il destino era tutt'altro che elargire prediche al popolo e iniziò ad interessarsi e innamorarsi dei valori dei cavalieri e dei paladini della grande città vicina, Trinsic appunto.
Raggiunta la maggiore età, si diresse in città, e dopo non poche difficoltà divenne uno scudiero di Sir Ferdinand Devon, terzo figlio della famosa casata di cavalieri, poco talentuoso a detta di molti e del tutto svogliato nel ripercorrere le orme dei sue due fratelli e del padre.
"Certi hanno i denti ma non il pane..."
Aveva pensato più volte, durante i due anni di apprendistato al servizi di Sir Ferdinand. Proprio in quel periodo imparò molto sulla cavalleria, ma anche su come gestire una stalla, curare in maniera appropriata un cavallo o manutenere l'equipaggiamento. Anche se dal bassa, quell'esperienza per Raziel era utilissima per arrivare un giorno a divenire un paladino al servizio del bene e della giustizia.
Eppure eccolo lì... destinato alla forca. Cosa era andato storto nella sua vita fino ad ora?
To Be Continued...
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| 23/12/2025, 20:42 |
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ShinjiOP
Newbie
Iscritto il: 19/12/2025, 19:53 Messaggi: 7
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I pensieri del giovane Raziel vennero interrotti bruscamente da un piagnucolio sempre più insistente provenire da qualche parte vicino a lui.
Voce tremolante: "Che gli Dei mi aiutino! Sono innocente, non sapevo cosa il nostro signore stava tramando! Lo giuro! Lo giuro su tutti gli Dei!"
Cocchiere: "Fa silenzio, bifolco! Goditi il tuo ultimo viaggio in pace..."
Un risata complice fece intendere che il cocchiere non doveva essere solo e che con tutta probabilità quel viaggio scomodo stava per terminare. Niente di cui gioire.
Tornando ai suoi pensieri, Raziel ripercorse le vicissitudini passate a Trinsic con nostalgia... pensieri che servirono a calmare il suo animo inquieto. Dopo anni di servizio con Sir Ferdinand, venne notato dal primogenito della famiglia Devon, Sir Lodovic, guerriero eccezionale e dotato di gran talento anche in fatto di tattiche militari. Fu grazie a lui (o a causa sua) che Raziel calcò il suo primo campo di battaglia, durante una campagna alla quale i Devon parteciparono: la conquista della città di Felucca, in quel periodo in mano agli Shadowlords.
Inizialmente i suoi servigi consistevano nel servire e aiutare Sir Lodovic nelle sue mansioni, ma presto fu necessario partecipare attivamente alla battaglia, visto quanto ostici si erano rilevati gli avversari. L'assedio, portato avanti anche dal contributo strategico di Sir Lodovic, durò anni, durante i quali Raziel, ormai adulto e abituato a combattere, affinò la sua abilità in combattimento e di tattiche militari. Apprese delle barbarie cui la fazione degli Shadowlords erano capaci e con le quali avevano sottomesso Felucca. Si era convinto che la loro missione fosse quella di combattere il male e portare giustizia nel mondo... forse fu quella leggerezza, quel obiettivo quasi poetico e idilliaco che lo aveva accecato?
Dopo quasi cinque anni di battaglia e di assedio, gli Shadowlords presero il sopravvento, attaccando l'esercito assalitore e decimandone le fila. Sir Lodovic fu l'unico generale a riuscire a tornare a casa... così come Raziel e pochi altri fortunati.
Forse Raziel, da quell'evento avrebbe dovuto capire cosa veramente era successo quella fatidica notte.
To Be Continued...
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| 24/12/2025, 16:08 |
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Trez
Veterano
Iscritto il: 28/06/2017, 7:32 Messaggi: 962
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Fu proprio a Trinsic, in una delle poche sere di libertà concessagli, che Raziel fece un incontro destinato a segnargli il destino più di quanto allora potesse immaginare.
La Locanda del Piacere era un luogo che mal si addiceva a uno scudiero: risate sguaiate, musica stonata e l’odore persistente di birra annacquata e sudore. Sir Ferdinand vi si recava per noia più che per vizio, e Raziel lo seguiva come un’ombra silenziosa, limitandosi a osservare e a bere con moderazione.
Fu lì che lo notò.
Seduto in disparte, con la schiena appoggiata al muro e lo sguardo vigile di chi ha dormito più notti sotto le stelle che sotto un tetto, Trez il Ramingo sembrava fuori posto quanto lui. Un mantello consunto, una barba incolta e un sorriso appena accennato, di quelli che nascondono più verità di quante ne rivelino.
«Non hai l’aria di uno che ama questo genere di posti, ragazzo.»
Raziel si voltò di scatto. «E tu non hai l’aria di uno che ama stare fermo.»
Trez rise piano. «Tocco giusto. Dimmi, scudiero… o aspirante cavaliere, immagino. Sai riconoscere il pericolo quando ti fissa negli occhi?»
Raziel strinse le labbra. «So riconoscere il male. Ed è mio dovere combatterlo.»
Gli occhi del Ramingo si fecero improvvisamente seri. «Il male non porta sempre armature nere né stendardi nemici. A volte indossa un blasone rispettabile… e parla di giustizia.»
Quelle parole colpirono Raziel più di quanto avrebbe voluto ammettere. Prima che potesse ribattere, Sir Ferdinand lo chiamò con voce impastata dal vino. Quando si voltò di nuovo, Trez non c’era più. Solo una moneta diversa dalle altre sul tavolo, incisa con un simbolo che Raziel non riconobbe allora.
Anni dopo, ammanettato su un carro diretto alla forca, Raziel si sarebbe ricordato di quello sguardo e di quelle parole.
E si sarebbe chiesto se, quella notte alla Locanda del Piacere, non fosse stato avvertito troppo presto… o ascoltato troppo tardi.
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| 03/01/2026, 16:23 |
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