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Trez
Veterano
Iscritto il: 28/06/2017, 7:32 Messaggi: 916
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Nelle terre aride di Sosaria, dove il vento solleva sabbia e polvere tra canyon scoscesi e altipiani rocciosi, si diffuse la voce del risveglio di un antico champ draconico. Un luogo dove il terreno ancora portava i segni delle fiamme di generazioni di draghi, e l’aria sapeva di solfato e magia antica.
Un manipolo di eroi decise di affrontare l’impresa.
C’era Trez il Ramingo, arciere e scout capace di cogliere impronte anche su roccia nuda. C’era Antares, cavaliere saldo come il granito delle montagne. LupoGrigio, mago dei venti e delle tempeste di mana. Ork Falken, arciere dal tiro micidiale che mai sbagliava una distanza. E Fenice, giovane maga dal cuore ardente e dalla potenza in rapida ascesa.
Avanzarono nel deserto roccioso, dove la sabbia calda frusciava tra gli spuntoni di pietra. Le prime orde che giunsero a sbarrar loro il passo furono schiere di Lizardmen, spuntate dalle fenditure tra le rocce, armati di punte d’osso e pelle coriacea. Le frecce di Trez e Ork Falken li colpirono con precisione letale, mentre LupoGrigio sollevò turbini di polvere infusi di magia, accecando i nemici e travolgendoli.
Superate le gole scoscese, dalle dune roventi emersero gli Ophidian, i serpenti umanoidi. Con movimenti sinuosi attaccarono in formazione serrata. Antares ne affrontò il campione, mentre Fenice fece esplodere colonne di fuoco tra la sabbia, trasformandola in vetro fumante. Un’onda d’energia creata da LupoGrigio spezzò la loro linea, permettendo agli eroi di prevalere.
Poi, con un vento improvviso che spense ogni altro suono, arrivarono i Draghi.
Dall’alto delle sporgenze rocciose e dalle caverne scavate nel tufo scesero creature colossali: rossi come la lava, azzurri come cieli d’inverno, neri come la notte senza stelle. Il suolo tremò sotto i loro passi. Ork Falken li bersagliava da lontano colpendo giunture e intercapedini tra le scaglie; Trez lo affiancava con raffiche rapide, mentre LupoGrigio e Fenice congiungevano le loro magie creando onde d’urto incandescenti che si frangevano contro le ali draconiche.
Nonostante la fatica, il gruppo resistette. Finché la terra non tremò in profondità.
Un ruggito possente si diffuse attraverso i canyon: la Wyrm Ancestrale era giunta.
La creatura, immensa e avvolta da scaglie che sembravano fuse con la stessa pietra del deserto, avanzò con furia titanica. Il suo respiro era un vortice di luce bianca che scioglieva la roccia.
Lo scontro finale scoppiò tra sabbia e frantumi di pietra.
La Wyrm investì gli eroi con un’onda ardente: LupoGrigio eresse una barriera che tremò come vetro sotto i colpi, Fenice rispose con una tempesta di fiamme azzurre, Trez cercò punti vulnerabili, Antares si oppose come un muro d’acciaio.
E Ork Falken… attese.
Aspettò l’unico istante giusto.
Quando Fenice lanciò un lampo di pura energia che indebolì la gola della bestia, Ork Falken tese il suo arco fino al limite estremo. Una freccia avvolta dalle scintille della magia di LupoGrigio sfrecciò come una stella cadente.
Colpì il bersaglio.
Un boato scosse il deserto. La Wyrm Ancestrale crollò fra sabbia e rocce, sollevando una nube luminosa che per lungo tempo rimase sospesa nel vento caldo.
Il silenzio che seguì fu quello della vittoria.
Gli eroi, esausti ma trionfanti, compresero di aver scritto una nuova pagina nelle leggende di Sosaria. E nelle taverne più lontane, tra dune e alture, si raccontò dell’Impresa del Champ dei Draghi… e degli audaci che, tra sabbia e pietra, affrontarono l’impossibile.
Allegati:
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